Dal 13 settembre nelle sale
Un uomo-ragazzo, un ragazzo-uomo
Tratto dal bestseller di Nick Hornby, diretto dai fratelli Weitz, “About a boy” è una splendida commedia sull’amicizia, l’amore e la vita magnificamente interpretata da un “nuovo” Hugh Grant.
(capozzi)Un uomo, l’impenitente trentottenne Will (Hugh Grant), e un ragazzo, l’eccentrico dodicenne Marcus (Nicholas Hoult) un giorno, per caso, incrociano le loro vite e affrontano, senza volerlo, uno speculare percorso di formazione che li renderà migliori.
“About a boy”, tratto dallo stupendo romanzo di Nick Horbny “Un ragazzo”, è sicuramente una delle più belle commedie made in Britain degli ultimi anni. La scrittura di taglio teatrale e la verve umoristica che anima le pagine di Horbny era già stata assimilata dal cinema che, avidamente, aveva attinto dai suoi precedenti romanzi traducendoli per il grande schermo in opere degne di nota. “Febbre a 90’” e “Alta Fedeltà” avevano giovato della brillantezza e della gioiosità, mista all’amarezza, che lo scrittore aveva saputo trasmettere nel ritrarre i sentimenti e i problemi che affliggono la nostra generazione. In “About a boy”, se possibile, ciò avviene con ancora maggiore forza ed il risultato finale è veramente sorprendente. La pellicola è intelligente, ben scritta, diretta e recitata, divertente, poetica ed emozionante. E pensare che dietro la macchina da presa ci sono i fratelli Paul e Chris Weitz, registi di uno dei cult “demenziale-adolescenziale”, l’esilarante, ma leggerino “American Pie”! I due superano la prova del fuoco a pieni voti e dimostrano, anche ai più scettici, di saper raccontare con grande semplicità e freschezza una bella storia animata da personaggi un po’ strambi, ma tanto simpatici.
Will è un londinese alla moda, sigle, senza figli e, soprattutto, ricco. Passa le sue giornate senza far nulla, alla continua ricerca di donne. Fingendo di essere un “ragazzo padre”, comincia a frequentare un centro per genitori “soli” con l’unico scopo di conoscere altre ragazze. Purtroppo il suo piano viene messo a dura prova da un imprevisto: Marcus, un bambino di dodici anni figlio di Fiona (Toni Collette), un’hippy costantemente depressa e per nulla attraente. Marcus ha problemi di adattamento sia a casa che a scuola e, nel suo immaginario, vede in Will un’ancora di salvezza alla quale aggrapparsi per uscire da una condizione che non gli piace per niente. Inizia così un rapporto difficile nel quale Will, cinico, pieno di sé e convinto a restare “un’isola” per tutta la vita, suo malgrado, rimane coinvolto. La strana amicizia tra i due protagonisti aiuterà entrambi a trovare i propri equilibri e a superare le proprie paure, anche se, alla fine, rimane un dubbio: chi è il vero ragazzo? Will o Marcus?
“About a boy” certifica la definitiva crescita di uno Hugh Grant (“Quattro matrimoni e un funerale”) in splendida forma che, dopo i tanti ruoli da bravo ragazzo, ritorna ad essere la simpatica canaglia già annunciata nel precedente “Il diario di Bridget Jones”. Nuovo taglio di capelli, che gli dona un fascino un po’ vissuto, e un’aria scanzonata di chi non ama prendersi troppo sul serio. Perfetto.
L’esordiente Nicholas Hoult è magnificamente calato nel suo personaggio di dodicenne cresciuto un po’ troppo in fretta alla ricerca di nuovi equilibri familiari. Tutto gli riesce con facilità. Simpatico ed emozionante.
Infine una particolare nota di merito alla colonna sonora, curata da Damon Gouth, in arte Badly Drawn Boy, definita un “concept-album” che racconta con toni meno amari la storia di Will e Marcus. Un lavoro che in Inghilterra è diventato un successo in grado di vivere di vita propria e che i critici musicali non hanno esitato a paragonare a quello di Simon & Garfunkel per la colonna sonora de “Il Laureato”.
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