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SPECIALE VENEZIA 2002 / concorso - venezia .59 / PRESENTAZIONE
"Oasis" in corsa per il Leone d'Oro

Scandalosi coreani

Per il terzo anno consecutivo, dopo "Lies" e "L'ìsola", arriva dall'Estremo Oriente la pellicola che promette di scandalizzare il pubblico del Festival di Venezia


Festival e scandalo sembrano due parole che vanno di pari passo. Per ogni manifestazione che si rispetti c'è sempre una pellicola che promette reazioni forti da parte di pubblico e critica. Quest'anno a Cannes è stata la volta di "Irreversible", pellicola tacciata di estrema violenza per una scena di strupro prolungata.
Anche Venezia d'altra parte, promette la sua giusta dose di scandalo: quest'anno, infatti, in concorso si presenta "Oasis" del coreano Chang Dong Lee.
Una nazione che nelle scorse edizioni ha proposto storie che definire a tinte forti è un eufemismo: vi ricordate "Seom - l'isola"? Numeroso il pubblico veneziano che si era dovuto allontanare dalla sala per malori in seguito alla visione di scene di estrema violenza con ami usati come armi (improprie) di seduzione.
"Oasis" racconta la storia di un uomo che, appena uscito di prigione, trova lavoro presso una fabbrica, ma non riesce ad integrarsi. A causa di una sua inattenzione uccide un suo collega, colpito da un terribile rimorso decide di fare visita alla casa della vittima: così conosce la sorella affetta da paralisi. Nonostante l'aspetto della ragazza Jong - du la trova molto attraente e in un impeto di desiderio la violenta. La donna, che per la prima volta si è sentita amata, si mette immediatamente sulle tracce di Jong - du. Tra i due nasce una passione folle, i genitore di lei, contrari alla relazione, riescono anche a farlo arrestare ma nemmeno il carcere riuscirà a tenerli lontani…


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