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"NOWHERE BOY " (Un film da adolescenti che andranno a vedere i padri e i nonni)


Il “biopic” (film biografico) è un’arma a doppio taglio. L’interesse sale, proporzionalmente all’altisonanza e alla popolarità del personaggio ritratto, prima dell’uscita del film. Se però il film non convince, il tonfo è proporzionale alle aspettative.
Domanda: visto che la ricostruzione della vita di un personaggio è comunque “fiction” (non un documentario, e anch’esso non è immune dall’arbitrio), perché sfidare l’immaginario comune e quello individuale? Perché non fare pura fiction (soprattutto se il personaggio in questione è così noto e su di lui esiste tanta iconografia)? La regista, legittimamente, ha fatto la sua scelta.
I meriti di questa pellicola: a) essere riuscita in una ricostruzione storica efficace, impresa difficile per una storia a noi tanto vicina, e b) averci fatto venire la voglia di rileggere la biografia del “fab” più mitizzato. La mossa sbagliata è aver pescato nei sentimenti di chi era cosciente negli anni (almeno) sessanta, proponendo poi un film dai toni adolescenziali (un John Lennon vampiro acchiappone? Tre metri sopra il cielo di Liverpool?). Ma l’attrito fra la forma e l’oggetto della narrazione non è solo questo: un film su un rivoluzionario e sognatore, non dovrebbe essere rivoluzionario e sognatore? Peccato, se la risposta è no.
Nonostante tutto ricordo alcune belle scene, come quella dell’asincronia fra il giovane John e ciò che lo circondava mentre stava imparando a suonare il banjo. Regista brava e attori bravissimi, per una storia troppo lacrimosa.


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