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Nelle sale dall'8 Novembre

"Insomina": quella luce che non fa dormire

Dopo uno splendido "Memento", Cristopher Nolan dirige Al Pacino, Robin Williams e Hilary Swank nel trhiller "Insomnia", noir interessante ma non all'altezza della precedente prova del regista londinese


Tratto da un film del 1997 del norvegese Erik Skjoldberg, "Insomnia", è la terza prova (quella su cui cascano tanti registi) di Christopher Nolan, autore raffinato, tecnico e soprattutto scrittore di gustosa verve, dopo un più che promettente "Following" del 1998 e un autentico capolavoro come "Memento".
Will Dormer è un ispettore di polizia inviato in Alaska (e con questo ci siamo già giocati i fiordi norvegesi !) per risolvere un caso di omicidio. Ma le indagini si complicano per la morte accidentale del collega Martin Donovan, col quale Dormer aveva litigato la sera prima. A prestare il volto ai personaggi della nuova pellicola di Nolan, è stato radunato il cast delle grandi occasioni, composto da Al Pacino, Robin Williams e Hilary Swank, ma che registrata la dignitosa partecipazione della ex "Boys don't cry", delude per via di facce ridondanti e monoespressive, e corpi stanchi e decisamente fuori posto.
Difficile valutare comunque un'opera senza dubbio al di sopra dellla media delle produzioni di genere della fabbrica Usa, proprio perché fortemente condizionata da un'aspettativa molto alta, legittimata da una precedente prova, sconvolgente quanto a originalità narrativa (Memento resterà nella storia del cinema per essere innanzitutto un grande esercizio di scrittura), e a maturità stilistica.
"Insomnia" è un noir asciutto e intenso, a un passo dall'essere riuscito, una pellicola a metà, che a momenti vibra e coinvolge, e in altri crea uno strano senso di smarrimento e in alcuni rari casi di conflitto metafilmico con il titolo, tendente com'è alla soporifera "mappazza" hollywoodiana.
Purtroppo con "Insomnia" Nolan retrocede al ruolo meno edificante di metteur en scéne freddo e in molte parti del film distaccato e facile nelle soluzioni registiche. La pellicola soffre poi di un male comune e incurabile, "la furbizia" di un vasto filone cinematografico americano, che spazia dal noir al thriller più marcatamente orrorifico (con massima e quasi nauseante espressione nei film d'ambientazione collegiale di craveniana memoria). Furbizia intesa come una tendenza a eccedere in mossette, flash-back didascalici e superflui, oltre ai tutti quei frame innescati qua e là tanto per far vibrare l'attenzione dello spettatore, come a prevenire gli effetti di alcuni stanchi passaggi nella narrazione.
"Insomnia" resta senza dubbio una prova valida e godibilissima, ma il senso di incompiutezza è da far risalire al rapporto tra l' autore e il cinefilo, destinato a rimanere sempre conflittuale, soprattutto per sdrammatizzare la lenta e triste presa di coscienza che "Memento" possa essere stata un'oasi felice, e il punto più alto di Nolan.
Il film, distribuito dalla Medusa esce nelle sale venerdi 8 Novembre.


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