La pellicola d'esordio di Luca Calvanelli alla Casa del Cinema
(paola ruggieri)Giovedì 2 febbraio alle 20.30, presso la Casa del Cinema, verrà presentata alla stampa l'opera prima di Luca Calvanelli A Gennaio, prodotta dallo stesso autore e interpretata da Nadia Carlomagno, Sasa Vulicevic e Danilo Nigrelli.
Presentato in concorso al Festival del Cinema Indipendente di Foggia 2005, il film è liberamente ispirato a due racconti di John Berger, "Un uomo e una donna accanto a un pruno”" e "Fogli di carta posti sull’erba" (edizioni Bollati Boringhieri).
Il regista: "Ho riunito delle persone intorno ad un’idea, per fare un film. Questa idea sostiene che il cinema non debba essere spettacolo, non debba “distrarre”. Non si dovrebbe andare al cinema per passare due ore spensierate. Per soddisfare queste esigenze sono più indicate altre attività; il cinema tenta di avvicinare alla realtà, tenta di spiegare meglio quello che ancora non sappiamo. In un certo senso, andare al cinema è anche un impegno per lo spettatore. Ho letto un libro di racconti di John Berger: tra questi, due parlavano di una donna, una donna che affrontava un viaggio lunghissimo per andare a trovare un uomo molto diverso da lei: da questa lettura è nata l’idea di pensare ad una donna alla quale un enorme dolore le scatena il ricordo e, forse, l’amore per un uomo conosciuto casualmente. Le persone che hanno lavorato caparbiamente a questo progetto hanno raggiunto un forte livello di intesa professionale, anche se nessuno di loro ha guadagnato un euro per le sue prestazioni".
"Mi interessava fare un film su un dolore, o meglio su una reazione ad un dolore.
Ad un immenso dolore io credo si possa reagire in due modi: chiudendosi sempre di più in se stessi oppure riaprendosi alla vita. La protagonista del film sceglie la seconda soluzione e decide di non lasciarsi inghiottire dal suo dramma. A seguito di questo immenso dolore e grazie, probabilmente, anche alla sua educazione (la madre si presenta come una figura positiva) ed anche ad una figura fondamentale nella sua vita (peppe, un sacerdote di 48 anni), Nina subisce un processo di crescita interiore inaspettato e positivo. In questo caso l’amore tra un uomo ed una donna è solamente indicato come possibilità, non viene esplicitato l’esito della loro storia. Questo amore viene offerto ad un uomo assolutamente fuori da logiche sentimentali, anche per questo la scelta di Nina, che vuole trovare un senso compiuto alla sua sofferenza, appare ancora più difficile ma, probabilmente, salvifica. Il film non dà indicazioni, non offre soluzioni, mostra solamente 15 ore della vita di due persone, attraverso atmosfere rarefatte che dilatano il tempo".
Ufficio stampa: Rosalba Ruggeri.


