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CULTURA / FESTIVAL /

Dall’8 al 17 CiakPolska

Tra la Casa del Cinema e il Palazzo delle Esposizioni l'edizione 2019 della manifestazione che porta nella capitale il meglio del cinema polacco di oggi e di ieri

Torna il CiakPolska Film Festival, che dall’8 al 17 novembre porta nella capitale il meglio del cinolo in lingua polacca e italiana, con proiezione di traduzione italiana di Małgorzata Kościańska)
ingresso gratuito sino a esaurimento posti
Teatro Trastevere - Via Jacopa de' Settesoli 3, Roma



LO SGUARDO PROIBITO
Cinema e censura nella Polonia del periodo comunista
Rassegna a cura di Tadeusz Lubelski
Palazzo delle Esposizioni - Sala Cinema - scalinata di via Milano 9 a, Roma

MARTEDÌ 12 NOVEMBRE
ore 21.00
MANI IN ALTO!
(Ręce do góry, Polonia 1967-1981-1985)
di Jerzy Skolimowski
durata: 76’, 35mm – VO sott. Italiani
interviene Agnieszka Morstin, storica del cinema
Il film rappresenta uno dei casi più esemplari di censura del cinema polacco. Le autorità chiesero a Skolimowski di rimuovere una scena, decisamente iconoclastica, in cui compare un enorme ritratto di Stalin. Ma il regista si rifiutò, preferendo non far uscire il film e iniziare a lavorare all’estero. Solo nel 1981, in seguito a un nuovo clima di distensione e al congresso straordinario dell’Associazione dei Cineasti Polacchi diretta da Wajda, il film uscì nelle sale, con l’aggiunta di un lungo e affascinante prologo girato appositamente dal regista.


MERCOLEDÌ 13 NOVEMBRE
ore 21.00
L’OTTAVO GIORNO DELLA SETTIMANA
(Ósmy dzień tygodnia, Polonia/Germania Est 1958-1983)
di Aleksander Ford
durata: 83’, 35mm – VO sott. Italiani
Nella Varsavia di fine anni Cinquanta, Piotr e Agnieszka sono due giovani innamorati alla ricerca di un posto dove stare soli, ma le condizioni in cui vivono non permettono loro molta intimità. Presentato alla Mostra di Venezia nel 1958, venne bandito per il realismo con cui descrive le condizioni sociali dell’epoca. Il film fu proiettato in patria per la prima volta nel 1983. Più drammatico fu invece il destino del regista, Aleksander Ford, uno dei padri del cinema polacco del dopoguerra: vittima della campagna antisemita del 1968, emigrò negli Stati Uniti, finendo suicida.
il film sarà preceduto dal cortometraggio
ABBECEDARIO
(Elementarz, Polonia 1976-1981)
di Wojciech Wiszniewski
durata: 8’ – VO sott. Italiani
Wiszniewski fu considerato il regista di maggior talento della sua generazione. Affascinato dal tema tabù dello stalinismo, elaborò la formula del documentario creativo, cercando una composizione tale di immagini e suoni che trasmettesse l'essenza del meccanismo di oppressione nel socialismo reale. I nove minuti di Abbecedario furono il capolavoro di questo genere.


GIOVEDÌ 14 NOVEMBRE
ore 21.00
LA CROCIERA
(Rejs, Polonia 1970)
di Marek Piwowski
b/n, durata: 65’ – VO sott. Italiani
Due amici partecipano a una piccola crociera sulla Vistola intrufolandosi a bordo di un battello. Uno di loro viene scambiato per un funzionario del Partito. Il fraintendimento dà il via a una serie di gag surreali che, in un crescendo di equivoci e situazioni paradossali, finisce per coinvolgere tutti i viaggiatori a bordo. Rappresentazione a tratti grottesca delle assurdità e contraddizioni della Polonia nel periodo comunista, la pellicola non venne bloccata dalla censura; tuttavia fu distribuita in sole due copie! Ciò non gli impedì di divenire fin da subito un film di culto. il film sarà preceduto dal cortometraggio
SUITE VARSAVIANA
(Suita Warszawska, Polonia 1946)
di Tadeusz Makarczyński
b/n, durata: 18’, 35 mm
Il film diede inizio alla scuola classica del documentario polacco: senza una parola di commento, mostrava il percorso dalla distruzione della guerra (la prima parte) al lento ritorno alla vita (la seconda), fino alla normalità (nel finale). Il titolo divenne un biglietto da visita della cinematografia polacca, proiettato in tutti i continenti… Tranne che in Polonia! Il ritorno alla vita normale del finale avveniva troppo spontaneamente, senza risoluzioni del partito, per il quale questo era inaccettabile.


VENERDÌ 15 NOVEMBRE
ore 21.00
UNA DONNA SOLA
(Kobieta samotna, Polonia 1981-1987)
di Agnieszka Holland
durata: 92’ – VO sott. Italiani
Irena lavora come postina, è separata, vive con il figlio di 8 anni nella periferia di Breslavia, si prende cura di un’anziana parente malata.. L’incontro con Jacek sembra l’inizio di una relazione che è per lei anche l’unica occasione di uscire dal proprio isolamento. Ma i problemi non cesseranno. Il film venne realizzato nel 1981, all’epoca del “carnevale di Solidarność”, ma l’immagine della società in esso proposta era tutt’altro che rassicurante. Sfugge infatti “alla dicotomia stereotipata tra governo e opposizione, risultando molto più complessa di quella proposta dal suo contemporaneo L’uomo di ferro” (Robert Birkholc, Culture.pl). il film sarà preceduto dal cortometraggio
AL BINARIO DEL TRENO
(Przy torze kolejowym, Polonia 1963-1991)
di Andrzej Brzozowski
durata: 13’, 35 mm – VO sott. Italiani
interviene Agnieszka Morstin, storica del cinema
Durante la Seconda guerra mondiale, con la Polonia invasa dai nazisti, una donna ebrea tenta la fuga dal treno, ma si ferisce e rimane bloccata sulla neve, accanto al binario ferroviario. La gente comincia a radunarsi intorno a lei, ne prova pena. Ma nessuno l’aiuta, per timore delle ritorsioni tedesche.


SABATO 16 NOVEMBRE
ore 18.00
LA TRANQUILLITÀ
(Spokój, Polonia 1976-1980)
di Krzysztof Kieślowski
durata: 81’ – VO sott. Italiani
incontro con Jerzy Stuhr, attore e coautore della sceneggiatura
Antek Gralak (Jerzy Stuhr, anche coautore della sceneggiatura) sogna una vita tranquilla. È appena uscito di prigione e non vuole avere problemi con nessuno. Desidera solo un lavoro, una casa, una moglie, dei bambini. Con queste intenzioni, lascia la città d’origine, Cracovia, per andare in Slesia, dove inizia a lavorare in un cantiere. Tutto va per il verso giusto. Finché un giorno non scompare del materiale dal cantiere... Il film fu bloccato per 4 anni, riuscendo a essere trasmesso in tv solo nel 1980 e a guadagnare poi il Premio speciale della giuria al festival di Gdynia.

ore 21.00
IL DIAVOLO
(Diabeł, Polonia 1972-1988)
di Andrzej Żuławski
durata: 119’, 35mm – VO sott. Italiani
Polonia 1793. Nella Polonia occupata dalla Prussia, il giovane Jakub è imprigionato con l’accusa di cospirazione. Un misterioso straniero ammantato di nero lo libera dalla prigionia. Viaggiando attraverso il paese, Jakub scopre l’orrore e la dissoluzione. Titolo leggendario per i suoi eccessi visivi e narrativi al limite dell’horror, il film venne bandito dal regime, costringendo di fatto Żuławski a riparare in Francia.


DOMENICA 17 NOVEMBRE
ore 18.00
L’INTERROGATORIO
(Przesłuchanie, Polonia 1982-1989)
di Ryszard Bugajski
durata: 111’, 35 mm – VO sott. Italiani
Ambientato nel 1951, durante gli anni dello stalinismo più aggressivo, racconta la storia di una cantante di cabaret prelevata senza apparenti motivi da due funzionari, rinchiusa e interrogata per anni in un carcere militare. Durante la prigionia inizia una relazione con un ufficiale, rimanendo incinta... Girato nel 1982, fu proiettato in pubblico solo dopo il crollo del muro (malgrado l’intensa circolazione clandestina in VHS nel corso degli anni ’80), venendo presentato a Cannes, dove la protagonista, Krystyna Janda, venne premiata come miglior attrice.

ore 21.00
IL SOLE SI LEVA UNA VOLTA AL GIORNO
(Słońce wschodzi raz na dzień, Polonia 1967-1972)
di Henryk Kluba
durata: 90’, 35 mm – VO. sott. Italiani
Gli abitanti di un villaggio di montagna, guidati dal proprio capo Haratyk, costruiscono una segheria in totale autonomia, arrivando ad aumentare la produzione secondo i livelli pianificati. Quando però giunge l’0rdine di cedere all’anonimo “stato” quanto da loro realizzato, si rifiutano e ricorrono alle armi. Attraverso una stilizzazione simbolica che rimanda al genere della ballata popolare, con questo film, Kluba “fu il primo (…) a indicare la discrepanza fra l’idea che i mezzi di produzione appartengano ai lavoratori e la proprietà di fatto esercitata dallo stato burocratico” (Mira e Antonin J. Liehm)....

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